notebook-of-a-bipolar-lionheart
Sarebbe bello avere un amico maschio. Uno a cui dici tutto, uno che sai che ti vorrà sempre bene nonostante tutto. Perché maschio? Perché l’amicizia tra i ragazzi dura per sempre e va oltre tutte le cose, mentre le ragazze che si definiscono “amiche” sono sempre pronte a parlarsi alle spalle. Un amico maschio perché è bello avere qualcuno di più alto di te che quando ti abbraccia ti avvolge. Qualcuno che, magari pur essendo fidanzato, ti considera come parte integrante della sua vita. Vorrei un amico maschio perché lo considererei come un fratello. Non sto parlando di friendzone, ma di una vera e propria amicizia infinita.
sognatricesenzali
Non credeva di essere bella, ma a volte si piaceva.
Magari per un solo giorno, un’ora o dieci minuti, si piaceva davvero.
Forse era quella luce, o il vento, o il mare, o semplicemente era il fatto di sentire che era al posto giusto, al momento giusto.
Succedeva raramente, ma quando accadeva, le brillavano gli occhi come stelle, e tutto pareva possibile.
Sognatricesenzali (via sognatricesenzali)

“Cara mamma, 
mi dispiace se tua figlia è un completo disastro. 
Mi dispiace che tu la definisca “acida, maleducata, limitata” così mi descrivi tu. 
Mi dispiace se tua figlia non riesce ad andare bene a scuola come vorresti, mi dispiace se in matematica si confonde i numeri, escogita percorsi logici illogici che la mandano fuori strada, come per altro nella vita. 
Mi dispiace se tua figlia è sempre triste, arrabbiata, stanca. 
Ma sai, tua figlia ce la mette davvero tutta, studia tutto il pomeriggio, subito dopo pranzo fino a sera, e dopo cena ripassa, e nonostante questo non ottiene niente, nessun risultato. 
Però non smette di lottare sai? 
Ma tu non te ne accorgi neanche. 
Tu ti accorgi di lei solo quando è al telefono, quando la sua camera è disordinata, quasi specchio della sua vita, quando arriva tardi la sera.
Allora subito ritrovi il tuo ruolo educativo si certo, perché educare, o meglio essere genitore significa solo aspettare l’errore del figlio così da punirlo, e sottolineare quanto sia un disastro, giusto? 
Sai mamma, lo so da sola che sono un disastro, lo so meglio di te. 
Pensa io ci devo convivere con me. 
E poi mamma non è difficile conoscermi meglio di te, tu di me non sai niente, niente

sonosolasenzanessunoquiaccanto
Sai, hai mai notato quella ragazza che di mattina arriva a scuola sempre con le cuffiette nelle orecchie? Quella ragazza che ha sempre il sorriso sulle labbra? Quella che all’intervallo sta con le sue amiche, ride e scherza? Quella ragazza che è sempre la spalla su cui piangere delle persone? Ecco, sempre di quella ragazza hai mai notato la svogliatezza che ha la mattina di togliersi le cuffiette e ritornare alla realtà, a stare a sentire la gente? Hai mai notato quando finisce di ridere e inizia a fissare un punto con occhi tristi, vuoti? Hai mai visto quanto si annulla quando è con le amiche? Quando si trova sempre dietro al gruppo, non solo quando si trovano sul marciapiede? Hai mai notato quando consola gli altri? Quanto vorrebbe urlare alla gente i suoi problemi? Quanto vorrebbe pure lei un aiuto?
_(sonosolasenzanessunoquiaccanto)